Gestione

Il sapore del vivere antico

C’era una volta..

Cose semplici ma piacevoli, come un Fogolar con il suo bel fuoco acceso, un sorriso, una stretta di mano.. insomma un ambiente accogliente dove ci si sente benvenuti e avvolti da una atmosfera dal sapore antico.

La gestione nella stagione estiva della Casera \ Rifugio Val Binon inizia nel 2006 con Mirko,un giovane ragazzo di Forni al quale si affianca nell’anno successivo Denis, una collaborazione che continua (2008 a parte) ininterrottamente fino al 2014, anno in cui Mirko coglie al volo l’occasione di prendere in gestione la Casera Tartoi  (sita nel territorio Fornese in una splendida conca alpestre compresa tra le pendici del monte Piova e del monte Tiarfin), luogo più accessibile e perciò più adatto a un’attività remunerativa. Anche se, ancora oggi Mirko e tutta la famiglia Dorigo si rivelano fondamentali per il proseguo della presente gestione, sia come sostegno morale che come indispensabile punto di appoggio e aiuto in caso di emergenze.

In Val Binon rimane Denis che con il prezioso (per non dire indispensabile) aiuto del comune di Forni, dell’ente Parco e di volenterosi amici (quando serve salgono a dargli una mano per i lavori più faticosi o pericolosi come abbattimento alberi, trasporto legname..), continua a  custodirla e gestirla animato da un profondo amore verso la natura e dal piacere di ritrovare il sapore del vivere antico.

Cose semplici, i colori e i suoni del bosco, il profumo del legno (provate ad annusare la resina del larice..) e dei fiori, le notti stellate, la potenza dei temporali (a volte veramente uno spettacolo), gli animali della foresta, il fuoco del fogolar nelle serate fredde e poi niente zanzare e zecche (siamo troppo in alto per loro..), né caldo afoso, si respira!
Vivere e condividere questi piaceri con persone affini (chi ama la natura difficilmente non lo è), poche ma buone, provenienti dai più svariati luoghi d’Italia e d’Europa, rivedere gli ospiti poi diventati amici che ogni anno non mancano di fargli visita sono solo alcuni dei motivi per i quali ogni estate Denis si trasferirsce in mezzo ai monti allontanandosi da famiglia, amici e comodità varie (doccia calda, telefono, internet, tv, luce elettrica..).

Se volessimo dare un nome al modo in cui viene gestita la casera questo sarebbe: “C’era una volta..”, perché una volta era solito incontrare, durante le nostre passeggiate in montagna, luoghi di ristoro dove potevi trovare un piatto caldo, che poteva essere una minestra o una pasta o magari un panino di buon formaggio accompagnato da un bicchier di vino e nel caso anche un letto dove dormire.
 Inoltre, come ben sappiamo, con il “c’era una volta” di solito iniziano le favole e in fin dei conti..  la Val Binon e i suoi dintorni sono posti da favola, vedere per credere.

 

Elementi fondamentali..

nel corso degli anni ho sentito molte persone chiedergli cose del tipo: ma come fai a stare qui da solo per tanto tempo? ma non ti annoi? non hai paura? non ti manca la tv, internet, la civiltà? quando non c’è gente o quando piove come passi il tempo? e così via..

Tutte domande lecite per chi non è abituato a questo antico stile di vita, d’altra parte stazionare per mesi in mezzo a una foresta a 1800 mt. a due/tre ore di cammino dal primo posto abitato, senza tutte le comodità a cui siamo abituati non è cosa comune.

Di seguito daremo qualche informazione su come funzionano le cose qui da noi.  Lo faremo parlando dei 4 elementi fondamentali: fuoco, terra, aria, acqua.

Fuoco

La sera fa freddo ed è necessario accendere la legna nel fogolar per riscaldarsi, ma a dire il vero anche con la temperatura mite lo si accende comunque, se non altro per l’atmosfera e il piacere di sedersi alla sera attorno al fuoco a far due chiacchiere.


Ma per fare il fuoco in Casera Val Binon non basta un click (niente gas) non siamo in paese dove basta telefonare e ti portano un bancale di legna pronta per l’uso) qui la legna bisogna farsela da soli iniziando dall’albero, bisogna sapere quando tagliarlo (se sbagli periodo fa tanto fumo e poco calore) e come farlo.

In breve funzione più o meno così: ci vuole una sega a motore e un paio di mani capaci per usarla, dopo aver abbattuto gli alberi, necessari per la stagione, bisogna tagliarli a pezzi di un metro e accatastarli nei dintorni sperando che qualche anima volenterosa (sto parlando di voi..) dia una mano a portarli vicino alla casera dove poi vengono prima segati a ceppi poi tagliati con l’ascia e infine accatastati nella legnaia.

Tutto questo costa tempo e fatica.. perciò quando vi troverete in casera attorno al fuoco date il giusto valore alla legna che bruciate, in particolar modo se fuori fa freddo (in parole povere consumate il giusto quantitativo senza esagerare).

Terra

Tanti fanno notare, piacevolmente sorpresi, che tutt’attorno alla casera c’è un bel prato, dove ci si può sedere, stendersi, giocare, far merenda ecc.. i complimenti fanno sempre piacere (anche perché non è proprio come il giardino di casa) ma è tutto merito delle solite braccia, tagliaerba e rastrello, la natura va modellata altrimenti impera.

La cura del territorio circostante prevede anche l’abbattimento degli alberi (poi usati per il fuoco) piegati o spezzati dalla neve invernale in modo che il bosco abbia luce, sia pulito e gradevole alla vista.

Senza scordare il ripristino e pulizia (si intasa quasi ogni anno) della fogna, la costruzione di cose utili (legnaia, capanno attrezzi, altalena, scolapiatti, arredamento..).

Presidio del territorio

Altra cosa da non sottovalutare.. il custode è presente sempre o quasi (a volte deve scendere in paese a far rifornimenti) 24 ore su 24 per tutti i mesi stabiliti, a disposizione degli escursionisti di passaggio per informazioni, ospitalità, ristoro e in caso di bisogno eventuale primo soccorso (disinfettante, bende, cerotti..).

Aria

Questo elemento  comprende sia le pulizie generali come il far prendere aria ai materassi e coperte per levare la polvere e l’umidità sia il saper prevedere in anticipo dall’odore dell’aria e dal movimento delle nubi l’arrivo del brutto tempo, cosa molto utile in ambiente montano.

Acqua

In casera abbiamo un lavandino con l’acqua (esclusivamente fredda), proviene da una sorgente vicina raccolta in una cisterna il cui livello va spesso controllato, è importante non sprecarla (tipo lasciare il rubinetto aperto mentre ci si lava i denti..) e dosarla bene per evitare di rimanere senza, è raro ma può succedere.

Il custode usa l’elemento acqua per: cucinare (pasta o minestra) pulizia delle stoviglie (che come ben sapete è il sogno di ogni uomo…), pulizia delle vesti personali (ovviamente a mano)

A proposito in molti chiedono se è potabile.. possiamo solo dirvi che noi la beviamo da diversi anni..